Racconto di Gianni V. Settimo

Nel 1840, i più grandi bibliofili di tutto il mondo ricevettero, dal libraio Emanuele Hoyois di Mons, un catalogo di vendita in cui si offriva una straordinaria raccolta di libri rarissimi, provenienti dalla biblioteca del defunto Conte J.N.A. de Fortsas.

Nella dotta prefazione del catalogo il sommo valore di quei tomi era cosi specificato: “Il Conte De Fortsas ammetteva nei suoi scaffali solo opere ignote a tutti i bibliografi. Era la sua regola, da cui non si dipartì mai, e con un tale sistema si può facilmente comprendere come la sua biblioteca non dovesse essere numerosa, ma ciò che difficilmente sarà creduto è che egli espelleva senza pietà un libro, anche pagato a peso d'oro, anche desiderato dai più invidiosi amatori, appena sapeva che questo volume fosse menzionato in qualche catalogo".

La biblioteca del nobile scomparso appariva composta di soltanto cinquantadue opere.

La folla dei collezionisti non ebbe più pace e fu invasa dalla febbre di possesso di quei rari libri. Quali volumi straordinari! Ad esempio: “Corpus Juri Civilis“ di Elzevir, esemplare unico stampato su pelle, diviso in quattro tomi, con legature in marocchino rosso con lo stemma dell’Olanda e nota autografa dell’autore che specifica come quel solo esemplare su pelle era stato stampato espressamente per gli Stati Olandesi. E che dire, di un “ottavo“, rilegato in zigrino verde, con serratura in oro smaltato, a chiave, dal provocante titolo “Le mie campagne nei Paesi Bassi con la lista giorno per giorno delle fortezze conquistate da me solo all’arma bianca, stampato da me solo, per me solo in un esemplare“ del Principe Carlo Giuseppe Ligne, noto guerriero e scrittore che si distinse nella guerra dei sette Anni. Ed ancora “Il Sardanapalo di questo tempo“, satira olandese contro Luigi XIV, scritto infame dell’abate Corbeille Blessenois. Tutti gli altri libri erano altrettanto straordinari e preziosi e non solo privati ma anche alcuni governi s’interessarono per poterne venire in possesso. La principessa di Ligne scriveva all’archivista dell’università di Gand: “Comprate, ve ne scongiuro, a qualsiasi prezzo, le sciocchezze di quel briccone di mio nonno“. Il governo di Leopoldo I, deciso di conservare allo Stato questo tesoro, ordinò l’acquisto in blocco di tutti i volumi.

Nessuno aveva inteso nominare il conte de Fortsas. Ma che importava? Ci sono tanti bibliofili oscuri, tanti collezionisti che si nascondono. Il giorno della vendita la città di Mons fu invasa da letterati, bibliofili, bibliotecari e curiosi. Il libraio di Hoyois fu letteralmente assalito da una folla di acquirenti che cercavano di accalappiarsi i volumi offerti nel suo catalogo. Giunse infine Renier Charlon, presidente del “Club degli amatori di libri vecchi e antichi“ di Mons, con l’annuncio che tutti i volumi erano stati acquistati dalla biblioteca di Binche.

Binche era solo un villaggio e non aveva biblioteca!

Tratto da Clipeus n.107 marzo 1999